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A.C. SALO'

VALSABBIA

Il tecnico Lorenzo Ciulli pronostica il finale di stagione: «I gardesani lotteranno fino alla fine con Trentino, Pergo e Calcio»

«Punto sul Salò, il Chiari si salverà»

«Il Rodengo? Molto discontinuo e in netto ritardo nello sprint-C2»

«La lotta-promozione ristretta a 4 squadre: decisivi gli spareggi»

da “Bresciaoggi” del 07 marzo 2005

di Sergio Zanca

Lorenzo Ciulli, l’allenatore romano naturalizzato bresciano, fa le carte al campionato di serie D dalle nevi di Alleghe, dove sta trascorrendo un periodo di vacanza. «Credo che la lotta per il successo finale sia ormai ristretta alle prime quattro in classifica: Salò, Trento, Pergocrema e Calcio - afferma Ciulli, che all’inizio della stagione guidava proprio la compagine bergamasca -. Ho l’impressione che le altre siano tagliate fuori, anche se l’Albano ha ridotto le distanze e il Rodengo deve recuperare una gara».
Il Salò è stato raggiunto al comando (47 punti) dal Trento, che sabato ha pareggiato 4-4 il derby di Bolzano, e di conseguenza ha disputato una partita in più. Il Pergocrema segue a una lunghezza (46), l’Uso Calcio a due (45). Appena più indietro Albano (43), Centese (41), Boca e Rodengo (38), che mercoledì recupererà con il Castelfranco, e avrà l’opportunità di ridurre il distacco.
«Il Salò - prosegue Ciulli - è la grande rivelazione del campionato. Non aveva mai giocato in D, eppure è riuscito a dimostrare qualità e continuità. Un’autentica piacevole sorpresa. Il general manager Eugenio Olli non ha cambiato nulla, effettuando innesti appropriati. Mi riferisco, in particolare, ai giovani. Dato che bisogna schierare un ’84, due ’85 e un ’86, lui ha pescato dalla Primavera del Verona il portiere altoatesino Hofer, dal Brescia Marco Ferrari, Stefano Franchi e Fabio Omodei, dalla Nuova Albano Giuseppe Lodrini. E i risultati gli stanno dando ragione. I ritocchi alla rosa sono stati apportati in modo equilibrato, seguendo le linee di un buon progetto. Credo che i gardesani abbiano buone possibilità di conquistare la promozione in C2. Pur essendo alla loro prima esperienza in D, sono quasi sempre rimasti in vetta. Il calendario li obbliga ad affrontare solo due scontri diretti: la Nuova Albano, proprio domenica, e il Trento. Tutti aspettavano che, a un certo punto, mollassero. Corrono troppo, si diceva a ottobre. Invece continuano a reggere. Io li ho visti nel recupero col Mezzocorona, giocata sotto ritmo. Ma domenica, a Carpi, sono ripartiti alla grande, rispondendo colpo su colpo. Credo che, in primavera, su campi asciutti, la squadra di Bonvicini possa dare ancora di più, ed esprimersi al massimo. E’ infatti veloce e molto tecnica. In attacco, poi, dispone di elementi capaci di metterla dentro con facilità».
Il Rodengo, invece, fatica a emergere: «C’è chi lo considera una delusione, visto che godeva dei favori del pronostico. Io vorrei ricordare come, nell’andata, l’allenatore Braghin non abbia potuto utilizzare gli attaccanti titolari. La squadra è riuscita a rimanere a galla, pur avendo buttato via qualche punto negli incontri apparentemente più agevoli. Mercoledì dovrà recuperare con il Castelfranco. In classifica è preceduta da troppo compagini. Non credo sia in grado di risalire, e affacciarsi in prima linea. Il treno lo ha perso ancora all’inizio».
Sul versante opposto, il Chiari ha messo alle spalle sei squadre. «A giugno i nerazzurri non esistevano. Il patron Berardi e il suo braccio destro Mantovani si sono imbarcati in un’avventura per nulla agevole, costruendo la rosa dal nulla. Dall’oggi al domani hanno deciso di iscriversi al campionato. Dopo avere avuto qualche problema, il Chiari ha cominciato a ingranare. Visto il calore dell’ambiente, ho l’impressione che possa salvarsi senza dover ricorrere ai play out».
Ma per Ciulli la vera sorpresa della stagione è il Salò: «Io all’inizio della stagione, davo favorite il Trento e il Pergocrema, anche se, per scaramanzia, non ho mai fatto il nome del mio Uso Calcio che, comunque, ritenevo in grado di poter sorprendere tutte le avversarie. Trento e Crema sono due piazze importanti, che spingono parecchio per salire di categoria. Il Pergo, inoltre, mi è rimasto nel cuore».
Dopo avere iniziato come difensore nell’Almas di Roma e nel Latina, allora affidato a Giacomino Losi, Ciulli, classe ’62, è emigrato al Nord. Nell’84-85 è approdato alla Cremonese. Emiliano Mondonico lo ha convocato qualche volta, senza mai farlo debuttare in A. Erano i tempi di Pancheri, Galvani, Montorfano, Galbagini, Juary, Zmuda, Chiorri, Paolinelli, Bencina, Finardi. Poi i due anni nel Pergocrema, in C2, con la promozione sfiorata di un soffio. Da ultimo il campionato a Ostia e i due di Rovigo, in D.
«Da allenatore - rammenta Ciulli - ho cominciato coi ragazzini dell’Orceana, dove c’erano Correnti, Zanchini e Tomei. Quest’ultimo mi ha poi inserito nelle giovanili del Brescia. E lì sono rimasto cinque anni. Nel ’95-96 ho guidato la Primavera del Piacenza, che poteva disporre di Alessandro Lucarelli e Fulcini. Gigi Cagni si occupava della prima squadra». Dopo l’esperienza con gli Allievi del Vicenza, l’anno in cui Francesco Guidolin vinse la Coppa Italia, Ciulli ha accettato l’offerta dei fratelli Luigi e Sergio Bianchi, tornando a Crema, in C2. Ma il tecnico romano non è rimasto a lungo, sostituito da Franco Vannini, a sua volta rilevato da Maurizio Lucchetti. In quella stagione, a fianco di Dolcetti, Dossi e Ulisse Paleni, ha esordito il 18enne Cazzamalli (ora al Salò). Ancora tre anni a Vicenza, stavolta con la Primavera, dove ha avuto l’attaccante Soave (ora al Trento). Nel 2001-02 il trasloco al Montichiari, C2, per subentrare a Trainini dopo otto giornate. Quindi i due campionati e mezzo con il Calcio. «Con l’Uso in questa stagione ho raccolto meno di quanto meritassimo - aggiunge -. Il mio successore, Roberto Crotti, sta racimolando di più. Sarei comunque deluso e sorpreso se la squadra bergamasca non fosse venuta fuori».